2 maggio
Messaggio: quando ve ne andate?
non abbiamo trovato ancora stiamo cercando una volta che troviamo ti farò sapere. Non preoccuparti fino a che restiamo qui te lo pagheremo
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Messaggio: me li puoi dare oggi?
comunque dobbiamo parlare perché il contratto è scaduto
cosa che ti devo dare?
- gli arretrati delle bollette
Li incontro al market, nuova lite, lui mi mostra il suo codice fiscale, perché “non è un criminale”. Faccio per appuntarmelo ma lei gli dice subito di rimetterlo e lui obbedisce come un soldatino.
Dal messaggio avevo sperato che almeno mi volesse pagare la mensilità. Invece no: si riferiva alla cauzione che mi aveva già dato. (Ovvio che delle bollette non pagherà un cazzo, anche ammesso che voglia “ridarmi” la casa).
4 maggio.
Messaggio: non si può lasciare stendino fuori
Viene l’antennista e svita la loro antenna.
5 maggio
Ritorno all’A2A per chiedere nuovamente anche perché non mi sia ancora arrivata sta maledetta raccomandata.
Ormai ce ne una grossa, di 170 euro, scaduta il 20 aprile, e un’altra elettrica di 18 euro, scaduta il 28 aprile
Mi smontano. “Non può risolvere il suo problema tramite noi”.
E’ una decisione amministrativa quando e se tagliare le forniture.
“Oltretutto lei ha sempre pagato!”
Sich. Sì, lo so io che io ho sempre pagato. Ma lei no.
Comunque per la raccomandata può passare ancora del tempo.
Come mi aveva preannunciato mia madre, che sa sempre dalla tv tutto quello che si può sapere su ‘ste cose burocratiche-legali, devono passare almeno 2 mesi prima che taglino gli allacciamenti.
Oltretutto, e questa è la cosa peggiore, non ho alcun modo per impedire che comunque loro si intestino degli allacciamenti a loro nome, pur da abusivi, in quanto il contratto lo chiedono solo dopo, e comunque non è vincolante. Certo, a loro che gliene frega? Basta che s’intaschino i soldi.
Non solo. Ma anche per quest’ultima eventualità non dovrebbero neppure pagare gli arretrati, che in tal caso ammonterebbero comunque a 500 euro, che sarebbe stato un buon deterrente in più per farli smammare. Le bollette comunque sono intestate a me (sich) e comunque devo pagarle io.
Ma la presa nel culo più grande è all’anagrafe.
Ero andato il 23 e mi era stato detto di mandare un fax per oppormi a che lei avesse la residenza.
Quando chiedo all’impiegata alla quale ci hanno indirizzato, che informo del mio fax, e della mia precedente richiesta, fa la faccia scura.
Sembra reticente a rivelarmi un’orribile verità.
Intuisco l’inesprimibile e le faccio sputare fuori il rospo:
“Non mi dica che ha già la residenza?”
“Certo che ha già la residenza!”
Ma come è possibile? Se ci avete detto che 10 giorni fa non ce l’aveva e che potevamo opporci? Dev’essere annullata immediatamente, io mi ero opposto quando non c’era ancora!”
Il fax è come se non l’avessi mai mandato, infatti è perso tra milioni di carte in chissà quali faldoni. Chiedo la cancellazione della residenza ma ci vorrà un anno.
Domanda dell’impiegata: decidere se inviare la richiesta di cancellazione alla funzionaria, tramite lei, e in questo caso, senza ricevuta della pratica, (?!) ma gratuitamente, oppure allo sportello, e in tal caso costa 17 euro.
Le dico che la faccia lei e comunque poi vado a farla allo sportello, pagando.
Altre 17 euro.
Come sempre, burocrazia di merda.
L’incubo prende sempre più forma.
Durante una delle liti gliel’avevo urlato in faccia: “Mi vuoi fregare la casa?”
E lei si era pure lamentata che non fosse una casa “a 5 stelle”, (ma sarà grillina anche lei? No, non può votare), perché vicino al tubo dell’acqua c’è umidità.
Del resto tenendo tutto tappato come fa sempre lei, niente da stupirsi.
E aveva pure osato “cacciarmi fuori” da casa mia, quella casa che mi stava fregando dopo aver consumato luce e gas e acqua a mie spese, la x, e pagandola così più o meno al costo di un posto letto.
Messaggi:
quando ve ne andate? Grazie che mi ripaghi in questo modo della fiducia che ti ho dato
lo stendino non può stare fuori
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