martedì 21 aprile 2015

10-21 aprile

Avrei sperato di non doverlo scrivere, questo blog. Che la mia idea non fosse più necessaria, che se ne andassero tra pochi giorni, come mi sembrava.
Invece no. Era l’ennesima presa per il culo. Rivado col pensiero a un anno fa. quando la X si presenta per affittare la casa.
E’ grassa, bassa, scura, del Sud del mondo, sulla quarantina. Non mi sarei aspettato del male da lei. Invece è arrivato. Se penso a tutti i segni che già si preannunciavano, l’inculata era là, chiara, palese, evidente. Eppure a me sfuggivano. Con quel sorriso maledetto mi dice che non può permettersi una certa cifra, mi chiede un leggero sconto… Cosa che stupidamente le concedo, anche se in realtà il prezzo che chiedevo era giusto, come aveva dimostrato la facilità nell’affittarla anche in passato. Mi chiede anche di dare come cauzione 2 mensilità anziché 3. Cedo anche a questo. Stronzo, stronzo, stronzo. Le chiarisco che comunque dovrà pagare le bollette, acqua, luce, gas.
Sì, sì, lei dice sempre sì, sì, e così facendo la mette in culo. La più inoffensiva delle creature. Passano i primi mesi. Lei paga l’affitto ma non le bollette. Dato che il periodo era limitato, un anno, le lascio intestate a me, altro errore madornale…
Intestare a lei le utenze e poi reintestarmele sarebbe costato circa 200 euro, e le avrebbe dovute pagare lei, che lamentava questa povertà, un errore dopo l’altro dovuti a quello fondamentale: essermi fidato di una che sorridendo e dicendo sempre sì sì te la mette in culo.
Alla prima bolletta che arriva le dico che la deve pagare.
Mi risponde col suo sorriso ebete dicendo che al momento non può.
Stupidamente la pago io e le lascio la ricevuta.
Il pagamento è fatto dal mio conto corrente, quindi non può spacciarlo per suo.
La cosa si ripeterà, sistematicamente, per tutto l’anno.

Il primo errore è stato affittarla a lei.
Il secondo errore è stato non fare la voltura.
Il terzo errore, imperdonabile e proprio da coglioni, è stato pagare le bollette.
Quarto errore: dopo qualche mese mi chiede un’altra chiave, per il fidanzato.
Gliela dò.

Secondo il contratto se ne dovrebbe andare il 30 aprile.
Sia a inizio marzo che a inizio aprile le ricordo che il contratto sta scadendo scade e che se ne deve andare. Risponde sempre sì sì, col solito sorriso ebete. In realtà se ne fotte altamente e pensa solo a farsi i cazzi suoi.

Faccio un quinto, gravissimo errore: non le invio la raccomandata che le ricorda di smammare, né le faccio firmare un foglio in tal senso, come mi raccomandava di fare mia mamma.
In realtà, a quanto ne so io, la storia della raccomandata vale per i contratti quadriennali, non per quelli di un anno, comunque col senno di poi mi dico: che stronzo! Che cazzo ci voleva a fare una raccomandata? A farle firmare un foglio nel quale si ri-impegnava ad andarsene e a pagare tutte le bollette?

10 aprile: messaggio:
“Ciao X, devi lasciare la casa il 30” (aprile)

I primi di aprile, la prima sorpresa: mi chiede se se ne può andare qualche giorno dopo, perché “ha chiesto la residenza” - giusto quando se ne deve andare - e deve venire quello del Comune a controllare che stiano lì.
Le dico che non mi aveva chiesto niente in merito, e che comunque eventualmente poi la posso chiamare io se qualcuno chiede di lei.
Ancora non percepisco la gravità della situazione.

Verso il 10 aprile l’incubo comincia a prendere forma: le ricordo che ha un anno di bollette non ancora pagate, quelle che per tutto l’anno gli ho pagato io come uno stronzo, e che pertanto gliele devo detrarre dalla cauzione. Sono circa 500 euro.
S’incazza e nega che gli avessi mostrato e lasciato le ricevute di queste bollette per tutto l’anno. Anzi, prima ammette che gliene avevo portate 2, poi una sola.
In più contesta che quella potrebbe essere la lettura stimata e non reale. Fin quando ero io a pagare il gas che lasciava sempre acceso tutti questi problemi non se li poneva.
E in ogni caso, la questione della lettura stimata può valere solo per l’ultima bolletta, non per quelle di tutto l’anno.
Dice che in altre case il gas lo pagava “30 euro” (!) Erano in tre anche in quel caso (ma valgono per sei), anche se io in realtà l’avevo affittata solo a lei, e mi ci trovo dentro un gigante di 1,90, e suo figlio, un essere dal formato 1,50 x 1,50.

Ma la cosa ancora più orribile, e più preoccupante, è che dopo un po’ di liti su quanto detrarle e quanto regalarle (perché di questo si tratterebbe a sto punto) vuole i soldi prima ancora di andarsene, “per pagare la cauzione della nuova casa”.
Le dico che ovviamente non si può dare la cauzione a chi resta ancora in casa e senza che restituisca le chiavi, ma ripete sempre la stessa cosa.
In realtà prende solo per il culo. Si fa forte che sta con un gigante come se dovessi avere paura che lui mi ammazzi alla minima contrarietà.
Il gigante, anche lui extraeuropeo, di area araba, ha quattordici anni meno di lei.
E’ come se lei gli facesse da mamma e constaterò in futuro che sarà sempre lei ad avere il timone della situazione.

13 aprile
Ancora a parlare con X per cauzione

14 aprile
Messaggio: “Ciao, non ha alcun senso consegnare neanche parte della caparra se l’inquilino con consegna le chiavi, però puoi lasciare per qualche giorno i pacchi prima del trasloco, comunque a chiavi consegnante. Non pagando il gas nei primi di maggio a2a non lo somministrerà più”.

15  aprile
Ancora a parlare con X per farle firmare disdetta.
Non firma niente perché dice che “non c’è chiarezza”.
Le è chiaro che deve fottermi la casa e che vuole la cauzione senza andarsene e senza pagare una lira di bollette.

16 aprile
Ancora lavoro per riepilogo e reperimento e duplicazione di tutte le bollette originali di gas, elettricità, immondizia.

20 aprile
Vado a sentire l’avvocato.
Telefono alla X. Poi discussione con suo moroso.
Ancora pretendono la cauzione “in attesa di trovare casa”.

Nel frattempo le invio una diffida a non lasciare l’appartamento (cioè per ricordarle che se ne deve andare), che mi costa altri 100 euro e di cui lei non firma neanche la raccomandata, che l’avvocato dovrebbe (dovrebbe) avere spedito: la ricevuta di ritorno non torna mai indietro.

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